π‹πš 𝐩𝐒π₯π₯𝐨π₯𝐚 𝐝𝐒 𝐝𝐒𝐫𝐒𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞π₯ πŸπŸ“ 𝐚𝐩𝐫𝐒π₯𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟎: No alla doppia maternitΓ  nell’atto di nascita

Impossibile la rettifica dell’atto di nascita al fine di indicare una doppia maternitΓ 

#procreazioneassistita #PMA #attodinascita #doppiamaternitΓ 

Corte di Cassazione, sez. I civile, Sentenza n. 7668 del 3 aprile 2020

Le ricorrenti chiedono di integrare l’atto di nascita di un minore inserendovi l’indicazione della doppia maternitΓ . Il neonato Γ¨ stato partorito da una delle donne che ha fatto ricorso a una pratica di procreazione medicalmente assistita (PMA) all’estero, mentre l’altra, legata sentimentalmente alla prima, ha espresso il proprio consenso preventivamente.

La Corte rammenta che l’azione per la rettifica dell’atto di nascita mira a eliminare le difformitΓ  tra la situazione di fatto, qual Γ¨ o dovrebbe essere nella realtΓ  secondo la previsione di legge, e quella risultante dall’atto dello stato civile, per un vizio comunque o da chiunque originato nel procedimento di formazione di esso.

La Sezione nega che vi sia un diritto a ottenere una siffatta rettifica.

Il ragionamento della Corte origina dalla Sentenza della Corte costituzionale n. 221/2019 che ha chiarito che la ratio della legge sulla procreazione assistita risiede:

-) nell’aver individuatola funzione delle tecniche considerate quale rimedio alla sterilitΓ  o infertilitΓ  umana patologica e non altrimenti rimovibile e non quale strumento per la realizzazione del desiderio di genitorialitΓ  in generale;

-) nell’aver limitato l’accesso alla procreazione assistita in modo daβ€œgarantire la nascita di un nucleo familiare in cui vi siano un padre e una madre di sesso diverso”.

L’indirizzo del legislatore Γ¨ stato ritenuto costituzionalmente legittimo in quantoβ€œfrutto del bilanciamento dei diversi interessi operata dal legislatore, avuto riguardo al particolare contesto storico e culturale in cui si Γ¨ innestata la norma, nel rispetto della dignitΓ  della persona umana, senza ledere nessuno dei parametri costituzionali invocati dai giudici rimettenti”. Si Γ¨, altresΓ¬ chiarito che non sono state operate discriminazioni delle coppie omosessuali, in quanto β€œl’infertilitΓ  fisiologica di queste non puΓ² essere paragonata con l’infertilitΓ  delle coppie eterosessuali che presentino delle vere e proprie patologie riproduttive, si tratta di fenomeni ontologicamente distinti”.

La Corte di Cassazione passa, quindi, a chiarire le differenze tra la fattispecie in esame e due casi parimenti controversi risolti, perΓ², in senso diverso: la possibilitΓ  di riconoscere la validitΓ  in Italia di un atto formato all’estero e che abbia riconosciuto la genitorialitΓ  in capo a due genitori dello stesso genere; la cd. stepchild adoption.

Quanto alla prima fattispecie, la Corte di Cassazione rileva che,allorchΓ¨ si intenda attribuire efficacia in Italia a un atto di nascita formato validamente all’estero, prevale la necessitΓ  di tutelare il diritto alla continuitΓ  (e conservazione) dello Β«status filiationisΒ» acquisito all’estero, β€œunitamente al valore della circolazione degli atti giuridici, quale manifestazione dell’apertura dell’ordinamento istanze internazionalistiche, delle quali puΓ² dirsi espressione anche il sistema del diritto internazionale privato, alla luce dell’art. 117, comma 1, Cost.” In merito, la Corte precisa, tuttavia, che un simile risultato non Γ¨ conseguibile dalle coppie omosessuali maschili; per esse, infatti, la genitorialitΓ  artificiale passa necessariamente attraverso la pratica distinta della maternitΓ  surrogata (o gestazione per altri) che Γ¨ vietata da una disposizione (l’art. 12, comma 6, della l. n. 40 del 2004) che si Γ¨ ritenuta espressiva di β€œun principio di ordine pubblico, a tutela di valori fondamentali, quali la dignitΓ  della gestante e l’istituto dell’adozione, non irragionevolmente ritenuti dal legislatore prevalenti sull’interesse del minore, salva la possibilitΓ  di conferire comunque rilievo al rapporto genitoriale, mediante il ricorso ad altri strumenti giuridici, quali l’adozione (Cass., sez. un., n. 12193 del 2019)”.

Quanto alla cd. stepchild adoption, si precisa che l’adozione da parte del partner non genitore nell’ambito di coppie omosessuali (cd. stepchild adoption)Γ¨ consentita ai sensi dell’art. 44 co. 1 lett. d) l. n. 184 del 1983al fine di salvaguardare la β€œcontinuitΓ  affettiva ed educativa della relazione tra adottante ed adottando, come elemento caratterizzante del concreto interesse del minore a vedere riconosciuti i legami sviluppatisi con altri soggetti che se ne prendono cura” (v. Cass. civ., sez. I, n. 12962 del 2016).

Nel caso di specie, invece, non v’è la necessitΓ  di preservare la continuitΓ  affettiva a un minore giΓ  nato, ma quella di garantire al minore la migliore condizione di β€œpartenza” secondo la valutazione ragionevolmente operata dal legislatore.

In presenza, quindi, del divieto di ricorrere a PMA per le coppie omosessuali, la circostanza che il divieto possa essere evitato recandosi all’estero, non ne fa venir meno la illegittimitΓ  interna con la conseguenza che non Γ¨ possibile formare validamente in Italia, con riferimento a una nascita avvenuta nel nostro Paese, un atto di nascita che preveda l’indicazione di due genitori dello stesso genere.