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L’atto di tolleranza del creditore determina l’eliminazione della clausola risolutiva espressa?

a cura dell’Avvocato Paolo Vincenzo Rizzardi

#clausolarisulutivaespressa #art.1456c.c.

Corte di Cassazione, sez. II civile, sentenza n. 14195 del 05/05/2022

Il caso di specie principia dall’opposizione ad un decreto ingiuntivo ottenuto dalla societΓ  X contro la societΓ  Y per il pagamento della somma di Euro 628.767,74, oltre interessi convenzionali e spese. La ricorrente (societΓ  X) esponeva che con contratto, in data 15.2.2001, aveva erogato alla societΓ  Y un finanziamento per la realizzazione di un impianto di allevamento di anguille in acqua dolce. Esponeva che in dipendenza della risoluzione del finanziamento, correlata alla mancata realizzazione dell’impianto entro il termine contrattualmente previsto, aveva diritto alla restituzione della somma oggetto dell’erogazione finanziaria.

La societΓ  Y si difendeva, sostenendo che la societΓ  X avesse rinunciato ad avvalersi della clausola risolutiva espressa, atteso che la parte finanziatrice aveva continuato ad erogare le tranches di finanziamento nell’anno successivo alla scadenza del termine previsto dal contratto.

Con sentenza n. 18549/2011, il giudice di prime cure rigettava l’opposizione, confermando l’ingiunzione e condannando l’opponente alle spese di lite.

Ragion per cui la societΓ  Y proponeva appello.

Con sentenza n. 4755/2017 la Corte di Appello di Roma accoglieva il gravame e revocava l’ingiunzione, dichiarando la mancata risoluzione del contratto per effetto della clausola risolutiva espressa. Il giudice di secondo grado evidenziava che dalla condotta serbata dalla societΓ  X era possibile dedurre una rinuncia alla clausola risolutiva espressa.

Avverso tale arresto la societΓ  X proponeva ricorso per cassazione.

La Suprema Corte, condividendo il maggioritario orientamento giurisprudenziale, chiarisce che β€œ[…]in tema di clausola risolutiva espressa, la tolleranza della parte creditrice, che si puΓ² estrinsecare tanto in un comportamento negativo, quanto in uno positivo (accettazione di un pagamento parziale o tardivo), non determina l’eliminazione della clausola per modificazione della disciplina contrattuale, nΓ© Γ¨ sufficiente ad integrare una tacita rinuncia ad avvalersene, ove la parte creditrice contestualmente o successivamente all’atto di tolleranza manifesti l’intenzione di avvalersi della clausola in caso di ulteriore protrazione dell’inadempimento (cfr.Β Cass. 15.7.2005, n. 15026;Β Cass. 31.10.2013, n. 24564;Β Cass. 6.6.2018, n. 14508, secondo cui la tolleranza del locatore nel ricevere il canone oltre il termine stabilito rende inoperante la clausola risolutiva espressa prevista in un contratto di locazione, la quale riprende la sua efficacia se il creditore, che non intende rinunciare ad avvalersene, provveda, con una nuova manifestazione di volontΓ , a richiamare il debitore all’esatto adempimento delle sue obbligazioni”.