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La temporaneitร  delle โ€œservitรน irregolariโ€

a cura dellโ€™avvocato Paolo Vincenzo Rizzardi

#servitรนprediali #rapportiobbligatoriatipici #buonafede #art.1027c.c. #art.1322.comma2.c.c. #art.1375c.c.

Corte di Cassazione, sez. II civile, Sentenza n. 25195 del 17/09/2021

Con la decisione in commento, la Suprema Corte di Cassazione chiarisce che le c.d. servitรน irregolari sono sussunte nellโ€™ambito dei rapporti obbligatori atipici caratterizzati da temporaneitร .

Lโ€™arresto giurisprudenziale in commento origina dallโ€™impugnazione della sentenza del giudice di secondo grado che, confermando la decisione del giudice di prime cure, riteneva che la servitรน – relativa โ€œal pozzetto di scolo delle acque meteoriche, dei marciapiedi, del giardino e delle relative tubazioni al servizio della particella edilizia n. (OMISSIS) insisteva sulla particella edilizia n. (OMISSIS) di proprietร โ€- fosse sussunta nellโ€™ambito delle โ€œservitรน irregolariโ€, caratterizzata, tuttavia, ย dalla perpetuitร  del vincolo obbligatorio.

La Corte prima di risolvere il quesito giuridico, procede, preliminarmente, ad un inquadramentodelle servitรน prediali e, successivamente, delle cc.dd. โ€œservitรน irregolariโ€.

Relativamente alla servitรน prediali, la Suprema Corte evidenzia che โ€œa differenza degli altriย iura in re aliena, il contenuto delle servitรน non deve uniformarsi del tutto alle tipologie previste dalla legge (la cui catalogazione rimane, pur sempre, unย numerus clausus), essendo consentito ai privati di determinarlo in relazione all’utilitร  che il vincolo, di volta in volta, รจ demandato a soddisfare, ma ciรฒ necessariamente a condizione che venga rispettata la struttura legale minima contemplata dal codice civile (con particolare riguardo agli artt. 1027 e 1028) e che, quindi, sia accertata la presenza degli elementi caratterizzanti il diritto in discorso. A tal proposito deve rilevarsi che risulta, in particolare, inderogabile il requisito della predialitร , che esprime il principio di “cooperazione fondiaria”, esaltando il principio della possibile ordinaria “deviazione” di un’utilitร  da un fondo ad un altro, allo scopo di valorizzare – con funzione “servente” – una determinata proprietร  immobiliare.

[โ€ฆ]Il principio di tipicitร  legale necessaria dei diritti reali si traduce nella regola secondo cui i privati non possono creare figure di diritti reali al di fuori di quelle previste dalla leggeย  – secondo il recente orientamento espresso dalle Sezioni unite (con la sentenza n. 28972/2020)[โ€ฆ]โ€.

Pertanto, la Corte chiarisce che nei casi in cui lโ€™utilitร  non sia destinata ad un altro fondo, ma sia a vantaggio esclusivo di una determinata persona si suole fare riferimento alla figura delle โ€œservitรน irregolariโ€, โ€œ[โ€ฆ]le quali, come รจ noto, non sono menzionate nel codice civile e che concordemente dottrina e giurisprudenza escludono dal novero dei diritto reali. Esse, invece, sono riconducibili – sul piano pratico – a quelle convenzioni che hanno ad oggetto limitazioni della proprietร  del fondo altrui a beneficio, perรฒ, di un certo soggettoโ€.

Inoltre, la decisione in commento, prima di aderire allโ€™orientamento che ritiene ammissibili le servitรน irregolari, evidenzia che un orientamento della giurisprudenza sostiene che โ€œle convenzioni costitutive di servitรน “personali” o “irregolari”, aventi come contenuto limitazioni della proprietร  del fondo altrui a beneficio di un determinato soggetto e non di un diverso fondo, devono ritenersi disconosciute dal codice vigente [โ€ฆ]โ€.

La tesi favorevole al riconoscimento di simili servitรน รจ avallata dalla Corte di Cassazione che, in merito, sostiene: โ€œ[โ€ฆ] in base al principio dell’autonomia contrattuale di cui all’art. 1322 c.c., รจ consentito alle parti di sottrarsi alla regola della tipicitร  dei diritti reali su cose altrui attraverso la costituzione di rapporti meramente obbligatori; pertanto, invece di prevedere l’imposizione di un peso su un fondo (servente) per l’utilitร  di un altro (dominante), in una relazione di asservimento del primo al secondo che si configura come una “qualitas fundi”, le parti ben possono pattuire un obbligo personale, configurabile quando il diritto attribuito sia previsto per un vantaggio della persona o delle persone indicate nel relativo atto costitutivo, senza alcuna funzione di utilitร  fondiaria.[โ€ฆ] Le servitรน irregolari possono, quindi, essere ritenute ammissibili in quanto siano configurate come il frutto di rapporti obbligatori atipici, e, quindi, come figure che rinvengono una loro legittimazione generale nel principio essenziale della libera iniziativa economica privata, nel riconoscimento della proprietร  privata e delle correlate facoltร , nonchรฉ, piรน specificamente, nel principio dell’autonomia negoziale, che consente, entro i limiti imposti dalla legge, con particolare riferimento al soddisfacimento di interessi meritevoli di tutela.[โ€ฆ]โ€.

Ciรฒ ha condotto la Suprema Corte a riconoscere natura temporanea allโ€™istituto della โ€œservitรน irregolareโ€, inteso quale rapporto obbligatorio atipico.

Infatti, si sottolinea โ€œ[โ€ฆ] l’applicabilitร , nel nostro ordinamento, del principio della generale inammissibilitร  delle obbligazioni perpetue, il quale non consente ai soggetti la possibilitร  di vincolarsi senza alcun termine. Per converso, in consonanza con la prevalente dottrina, la perpetuitร  del diritto si giustifica soltanto dove non si ponga un problema di soggetti vincolati a tempo indeterminato, per essere, invece, questa la ragione essenziale dell’illimitatezza temporale della proprietร .

La stessa predominante dottrina, cui accede anche la prevalente giurisprudenza della Corte (cfr. la giร  citata Cass. n. 1056/1950 e, per applicazioni pratiche, Cass. n. 3286/2002 eย Cass. n. 26863/2008), considera, del resto, come immanente nel nostro sistema civilistico – quale espressione del generale canone della c.d. buona fede esecutiva di cui all’art. 1375 c.c.ย – la possibilitร  dell’assoluta libertร  di recedere da un contratto di durata quando le parti non abbiano previsto un termine, in tal senso riconoscendosi una piena legittimazione all’affermazione del principio generale di recedibilitร  dai contratti a tempo indeterminato[โ€ฆ]โ€.

Ciรฒ premesso, la sez. II della Corte di Cassazione ha espresso il seguente principio di diritto: โ€œ la c.d. servitรน irregolare – in dipendenza della tipicitร  dei diritti reali che costituiscono, nel loro complesso, un “numerus clausus” e che sono idonei a determinare anche un vincolo fondiario perpetuo – comporta l’insorgenza di un rapporto obbligatorio tra le parti, siccome avente la funzione di determinare una situazione di vantaggio a favore di un soggetto e non a realizzare uno scopo di utilitร  per un fondo (dominante) con l’imposizione di un peso su un altro fondo (servente), ragion per cui il suddetto rapporto va ritenuto incompatibile con la previsione di un obbligo di natura permanente a carico della parte che deve adempierlo, dovendo esso caratterizzarsi per la necessaria temporaneitร  del vincolo che ne derivaโ€.

 

 

 

 

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